Lion non supporterà Rosetta – Come fare?

Come sappiamo, Apple ha decisamente voltato pagina, cancellando dal proprio sistema operativo ogni riferimento all’era PowerPC e, con questo, anche Rosetta, l’ultimo appiglio utilizzato da moltissimi utenti per eseguire applicazioni non nuovissime ma indispensabili per il loro lavoro. Vediamo quali possano essere le alternative possibili per aggirare il problema.

Quando Apple decide di lasciare indietro il passato una cosa è certa: il taglio sarà netto e non del tutto indolore. Ci siamo ormai abituati alla forte innovazione che Jobs genera con il lancio dei propri prodotti; l’abbiamo visto già più volte nel corso degli anni: dall’eliminazione dei lettori Floppy Disk, all’assenza dei lettori DVD/CD nei MacBook Air e ,probabilmente, tra non molto in tutta la gamma di Mac Book; ora tocca anche a OS X lasciarsi alle spalle un pezzetto di storia: Rosetta per l’appunto.

Questa è sempre stata la politica di Apple, corretta o sbagliata che sia, senza la quale probabilmente oggi molti prodotti sarebbero profondamente diversi. È stata proprio questa politica che gli ha permesso, negli anni, di portare avanti tecnologie innovative superiori a quelle dei diretti concorrenti (basti pensare all’iPhone….).

La stessa cosa sta avvenendo, a parer mio, con un prodotto innovativo portato sul mercato proprio da Jobs nel lontano 1983, seppur più lentamente. Parlo del caro amico mouse. I MacBook sono dotati di un ottimo TrackPad multitouch che può essere, finalmente, utilizzato al posto del mouse, cosa che risultava (e risulta) essere improponibile sul 90% dei notebook in commercio. Gli iMac vengono venduti si con il Magic Mouse, ma viene data la possibilità di sostituirlo con il Magic TrackPad senza sovrapprezzo. Lion stesso spingerà ancor di più verso tale rivoluzione, vista la grande componente gesture presente al suo interno, la quale mal si adatta alle dimensioni ridotte che un mouse deve avere per risultare comodo ed usabile.

Come detto, tali innovazioni non arrivano senza qualche malcontento. Se, probabilmente, l’assenza di Rosetta non sarà un problema per chi si è gettato nel mondo Mac solo da qualche anno, per gli utenti di vecchia data potrebbe essere davvero un grosso problema, soprattutto in campo professionale.

Se tipicamente i Mac di casa sono sempre aggiornati e di ultima generazione,  in ambito lavorativo accade spesso di trovare ancora “vecchi” G5, G4, e Power PC in generale. Il problema si era già presentato con Leopard, sistema che ha sancito il passaggio tra i vecchi PowerPC ed i più moderni e performanti Mac-Intel. Ai tempi, si era risolto il problema proprio con l’introduzione di Rosetta, unico modo per emulare applicazioni Power-PC.

Vi sono numerosi programmi dal costo di diverse migliaia di euro (come ad esempio File Maker Pro Server) che  sono ancora utilizzati in molti ambiti lavorativi nelle loro versioni meno recenti. In tale contesto, quindi, l’aggiornamento a Lion dei Mac più recenti precluderebbe la possibilità di continuare ad utilizzare i propri applicativi. L’unica possibilità sarebbe quella di sostituire i vecchi PowerPC  (che, perdonate l’espressione , “fanno ancora il loro sporco lavoro”) con nuovi Mac ed acquistare l’aggiornamento del software fino ad ora utilizzato, richiedendo quindi un ingente investimento. In alternativa si potrebbe optare per un “non-aggiornamento“, rinunciando così alle nuove funzionalità offerte da Lion.

Vediamo quindi qualche possibile rimedio a tale problematica, anche se, personalmente, nessuno dei seguenti mi soddisfa in pieno… ma come si suol dire “meglio che niente!”

Dual Boot
La prima soluzione potrebbe essere quella di utilizzare due sistemi operativi differenti sulla stessa macchina. In questo caso quindi due partizioni: una con Snow Leopard (oppure Leopard) e la seconda con Lion. In questo modo sarà possibile eseguire le applicazioni PowerPc avviando il sistema “in Leopard”,  mentre per il normale utilizzo si può utilizzare Lion senza alcun problema. Mi sembra tuttavia ovvia l’enorme scomodità di tale soluzione, dato che si rende necessario riavviare il sistema ogni qual volta che si ha necessità di utilizzare l’applicazione più datata.

Piccolo vantaggio ci viene offerto da Lion che, grazie alla modalità Resume, ci permette di conservare esattamente lo stato del sistema (applicazioni aperte, documenti, etc) tra un riavvio ed il successivo, ma da Apple ci si aspetta ovviamente di più.

Lasciamo il Leone nella savana
L’altra possibilità è ovviamente quella di non aggiornare. Probabilmente sul lavoro sarà la soluzione più ovvia e forse l’unica possibile, ma in casa le cose potrebbero essere assai diverse. Lion introduce tantissime novità tra le quali iCloud, Lunchpad, Mail completamente rivisto e migliorato, Safari, FullScreen etc. Non poterle utilizzare a causa della necessità di una qualche applicazione non più supportata e non più emulabile con Rosetta, ammettiamolo, ci lascia un po’ di amaro in bocca (e non poco).

Scagliarsi contro Apple
Ha mai funzionato? Non mi pare… sopratutto in questi ambiti, quindi lascerei perdere anche questa soluzione.

Non so se il problema sia effettivamente così marcato, oppure se ci si abituerà nel giro di qualche tempo (come normalmente capita), sta di fatto che almeno per questa versione di OS-X (i felini sono quasi finiti…) Apple poteva mantenere Rosetta, magari introducendolo all’interno dell’App Store,  oppure integrandolo direttamente in OS-X. Le soluzioni -per dirla tutta- c’erano e forse ci sono ancora,  senza apparenti costi aggiuntivi di implementazione. Non ci resta che attendere e vedere come si evolveranno le cose…. ma è un comportamento che anche da  “FanBoy” mi lascia non poche perplessità…

E voi che ne pensate?

 

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