Su Fortune non solo economia e finanza ma anche curiosità ed aneddoti su Apple

Fortune ogni anno pubblica la classifica delle 500 maggiori imprese americane misurate in base al proprio fatturato (ne abbiamo già parlato qui) e quest’anno -tra le altre cose- ha evidenziato anche una notevole crescita di Apple; ma nell’ultimo numero gli appassionati della Mela possono trovare qualcos’altro di interessante.

Come riporta anche il sito 9to5Mac questa volta la rivista americana è andata, per così dire, dietro le quinte di Apple, per mostrarci curiosità e raccontarci alcuni aneddoti che forse non tutti conoscono, riguardanti la storia o più semplicemente il lavoro nella casa di Cupertino. Sul sito ufficiale della rivista è stato pubblicato un elenco di alcune delle notizie che saranno approfondite sulla copia cartacea (e ovviamente anche su quella per iPad).

Così veniamo a conoscenza della furia di Steve Jobs in seguito al lancio, sostanzialmente disastroso, di MobileMe in concomitanza con iPhone 3G (non a caso definito da Gizmodo, con notevole efficacia, una iPocalypse!); Jobs, convocato il team di MobileMe, li apostrofò molto duramente “You’ve tarnished Apple’s reputation […] You should hate each other for having let each other down!” (avete infangato la reputazione di Apple … dovreste odiarvi l’un l’altro … fosse vero non lo si potrebbe certo accusare di aver tenuto un atteggiamento ambiguo) e quindi cacciò tutti all’istante costituendo un nuovo team.


Curioso ed a nostro avviso decisamente significativo il discorso Difference Between the Janitor and the Vice President (differenza tra l’inserviente ed il Vice Presidente); quasi una parabola, un discorso rituale che si dice Jobs rivolga ad ogni manager che raggiunge il ruolo di vice presidente in Apple; da un lato è un importante insegnamento -noi crediamo- per chiunque e dall’altro rende l’idea di come Steve Jobs abbia impostato il lavoro in Apple. Ecco come lo riporta Fortune:

Jobs imagines his garbage regularly not being emptied in his office, and when he asks the janitor why, he gets an excuse: The locks have been changed, and the janitor doesn’t have a key. This is an acceptable excuse coming from someone who empties trash bins for a living. The janitor gets to explain why something went wrong. Senior people do not. “When you’re the janitor,” Jobs has repeatedly told incoming VPs, “reasons matter.” He continues: “Somewhere between the janitor and the CEO, reasons stop mattering.” That “Rubicon,” he has said, “is crossed when you become a VP.

[…] in un punto tra l’inserviente e il CEO le scuse non hanno più valore. Quel ‘Rubicone’ è attraversato quando si diventa Vice Presidente. […]
In parole povere: quando diventi vice presidente in Apple, dimentica di poter accampare scuse per i tuoi fallimenti. Non esistono scuse, solo responsabilità, per i successi come per i fallimenti.
(Ci permetterete la battuta, ma a noi ha ricordato quel “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” pronunciato in punto di morte dallo zio di Peter Parker/l’Uomo Ragno).

Questo atteggiamento di Apple (ma sarebbe meglio dire di Steve Jobs) ben si sposa con l’approccio radicale tenuto da Apple nei confronti del cosiddetto “P & L”; in estrema sintesi a Cupertino il manager viene considerato tutt’altro che un intoccabile (!) bensì direttamente responsabile sia dei profitti che delle perdite realizzate nel suo settore di competenza.

Interessante -anche se non proprio sorprendente- è poi il cosiddetto effetto Jobs’ Top 100 e il racconto di quella vera e propria ansia dei dirigenti Apple di entrare nella ristretta cerchia dei collaboratori più importanti di Steve (cerchia peraltro efficacemente sintetizzata in un elaborato grafico di questo Top Management che sta al vertice di Apple e che immancabilmente ruota intorno alla figura del CEO).

Insomma, un sacco sacco di piccole curiosità ed aneddoti che sarà interessante leggere, per capire come si lavora in Apple e come la Mela è diventata quella che oggi noi tutti conosciamo.
Concludendo vi ricordiamo che se volete leggere questo articolo così come tutti gli altri pubblicati da Fortune potete scaricare da AppStore l’applicazione per iPad (App gratuita ma ovviamente i contenuti vanno acquistati a 3,99€ per ogni numero).
E tra voi c’è qualcuno che conosce qualche altro aneddoto oppure delle curiosità sul mondo Apple da condividere con tutti? Come sempre aspettiamo le vostre impressioni nei commenti.

 

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