MacBook Air M5, ecco le prime recensioni

Le prime recensioni del MacBook Air M5 confermano un netto salto in avanti: prestazioni superiori, SSD molto più veloce, 16GB di RAM di base e autonomia elevata.

Le prime recensioni del nuovo MacBook Air con chip M5 sono online e quello che emerge è abbastanza chiaro: Apple non ha stravolto il prodotto, ma ha reso ancora più solido quello che per molti resta il portatile più equilibrato dell’intera gamma.

In mezzo al nuovo MacBook Neo, che punta tutto su prezzo e accessibilità, e ai MacBook Pro, pensati per un’utenza più esigente, il MacBook Air M5 continua a occupare quella fascia centrale apprezzata da tnatissimi utenti.

La novità principale è ovviamente il chip M5, che secondo le prime recensioni porta un altro passo avanti sul piano delle prestazioni pure. Non è un cambio generazionale di quelli che rivoluzionari per chi arriva già da un M4, ma è abbastanza evidente da farsi notare nei benchmark e, soprattutto, nei flussi di lavoro reali.

TechRadar parla di un MacBook Air 13 pollici capace di gestire senza particolari difficoltà Lightroom con file RAW, Final Cut Pro con video 8K a 30 fps, Pixelmator Pro, decine di tab in Chrome e perfino sessioni di gioco, con una reattività che rende difficile mettere davvero in crisi la macchina con 16GB di RAM.

Apple non prova a venderlo come un MacBook Pro travestito, però le recensioni confermano che la distanza dalla fascia professionale è meno evidente di quanto si possa pensare. Tom’s Guide ha registrato su Geekbench 6 un punteggio multi-core di 17.276, superiore ai circa 14.921 del modello M4 dello scorso anno. Nello stesso test Handbrake, dedicato alla conversione di un video 4K in 1080p, il nuovo Air ha chiuso in 4 minuti e 34 secondi, oltre 20 secondi in meno rispetto alla generazione precedente.

Six Colors sottolinea che per chi arriva da un MacBook Air M3, M2 o M1 il salto in single-core diventa molto più importante, con guadagni che arrivano rispettivamente intorno al 38%, 57% e 75%.

L’SSD è uno dei veri protagonisti nascosti di questo aggiornamento

C’è poi un aspetto che sulla carta poteva sembrare secondario e che invece in diverse recensioni sta emergendo come uno dei punti più convincenti del MacBook Air M5: l’archiviazione. Apple ha portato la memoria di base a 512GB, il doppio rispetto al modello precedente, e ha dichiarato SSD fino a due volte più veloci. Le prove pubblicate in queste ore confermano che il salto è reale e in alcuni casi persino superiore a quanto promesso.

Dan Moren di Six Colors parla di incrementi del 125% in lettura e addirittura del 219% in scrittura nei test Blackmagic Disk Speed, mentre con AmorphousDiskMark i numeri sarebbero risultati ancora più alti. È un dato importante perché l’SSD influisce sulla rapidità del computer molto più di quanto spesso si pensi.

Per chi ha già un M4 cambia poco

Qui le recensioni sembrano convergere parecchio. Il nuovo MacBook Air M5 non è stato pensato per convincere chi ha comprato un M4 solo un anno fa. Il salto c’è, ma non abbastanza da giustificare un cambio immediato per la maggior parte degli utenti. La situazione cambia invece per chi è ancora fermo a un Air M2, M1 o addirittura a un modello Intel. In quel caso il guadagno è molto percepibile nell’esperienza quotidiana.

Pocket-lint spiega che l’upgrade diventa sensato soprattutto per chi lavora con flussi più pesanti e sente ormai che la propria macchina attuale inizia a stare stretta. Per chi arriva da Intel o M1, il nuovo Air M5 viene descritto come una trasformazione vera sul piano della reattività, delle capacità AI e della longevità complessiva.

Ed è forse questo il punto più riuscito del nuovo Air. Apple non ha bisogno di reinventarlo per renderlo desiderabile. Le basta continuare a raffinare il prodotto che, anno dopo anno, è diventato il riferimento quasi naturale per chi vuole un portatile sottile, affidabile e davvero completo. Il MacBook Neo può attirare chi guarda prima di tutto al prezzo. I Pro resteranno la scelta per chi lavora in modo più pesante. In mezzo, il MacBook Air M5 resta quello che più facilmente riesce a sembrare la scelta giusta senza doverla giustificare troppo.

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