Apple presenta il primo MacBook Pro con touchscreen

Apple lancia il MacBook Pro con display OLED touch PROLED XDR, Dynamic Island e chip M5 Pro e M5 Max. Ecco tutti i dettagli e i prezzi in Italia.

TLDR Riassumi

Ci sono aggiornamenti che migliorano un prodotto e altri che segnano l’inizio di una nuova generazione. Il MacBook Pro presentato oggi da Apple appartiene alla seconda categoria, perché introduce alcune delle novità più importanti mai viste sui portatili dell’azienda, a partire da una caratteristica che fino a pochi anni fa sembrava quasi impossibile: il touchscreen.

Dopo aver difeso per oltre un decennio l’utilizzo di tastiera e trackpad come metodo principale di interazione con macOS, Apple cambia direzione e presenta i primi MacBook Pro con display OLED completamente touch, accompagnati da un design più sottile, dalla Dynamic Island e persino dal ritorno del logo Apple illuminato sul retro.

I nuovi modelli da 14 e 16 pollici utilizzano i chip M5 Pro e M5 Max, ma il vero protagonista è il pannello PROLED XDR, una nuova tecnologia tandem OLED che promette luminosità fino a 2.000 nit, un contrasto di 10.000.000:1 e una fedeltà cromatica pensata soprattutto per chi lavora con fotografia e video.

Come potete immaginare, tutto questo ha un prezzo, e in Italia si parte da 3.399 euro.

PROLED XDR: il primo display OLED dei MacBook Pro è anche touchscreen

La novità più importante è il nuovo display PROLED XDR, disponibile nelle versioni da 14,2 e 16,3 pollici, che abbandona la tecnologia mini-LED per passare a un pannello tandem OLED.

A differenza degli OLED tradizionali, questa soluzione utilizza due livelli di pixel autoilluminanti, permettendo di ottenere una luminosità particolarmente elevata senza rinunciare ai neri profondi e al controllo preciso di ogni singolo pixel.

Apple dichiara una luminosità di picco fino a 2.000 nit sia per i contenuti HDR sia in determinate condizioni SDR, un contrasto di 10.000.000:1 e un sistema di calibrazione di fabbrica progettato per garantire uniformità e precisione cromatica.

Il pannello supporta inoltre gli spazi colore P3 e Adobe RGB, con una copertura dell’80% dello spazio Rec. 2020, una caratteristica particolarmente interessante per fotografi, colorist e professionisti che lavorano con contenuti HDR.

Non manca ProMotion, con frequenza di aggiornamento variabile da 10 a 120 Hz, mentre il nuovo rivestimento antiriflesso promette una visibilità migliore anche negli ambienti molto illuminati. Rimane disponibile anche l’opzione con vetro nanotexture.

Ma la vera differenza rispetto ai precedenti MacBook Pro è naturalmente il supporto al touch. Apple ha integrato il sensore touch direttamente nel pannello OLED, anziché sovrapporlo allo schermo, con l’obiettivo di ridurre la latenza e rendere le interazioni particolarmente precise.

C’è da dire che Apple non ha trasformato macOS in iPadOS e non ha eliminato le modalità tradizionali di utilizzo del computer. Tastiera, mouse e trackpad rimangono fondamentali, ma vengono affiancati da una nuova possibilità di interazione.

Si può scorrere una pagina web direttamente con il dito, ingrandire una fotografia con il classico gesto del pinch to zoom, spostare una diapositiva da una presentazione all’altra oppure organizzare le finestre utilizzando semplici gesti sul display.

Le possibilità diventano ancora più interessanti nelle applicazioni professionali.

In Pixelmator Pro, ad esempio, sarà possibile intervenire direttamente sulle immagini, mentre Logic Pro permetterà di suonare strumenti virtuali utilizzando una tastiera Multi-Touch sullo schermo. Anche Final Cut Pro sfrutterà questa tecnologia per spostare le clip, selezionare intervalli e ingrandire la timeline.

Per chi sviluppa applicazioni, inoltre, sarà possibile testare le interazioni touch di software iOS e iPadOS direttamente sul Mac.

Apple ha lavorato anche sulla compatibilità: macOS può convertire automaticamente molti tocchi in clic, consentendo a numerose applicazioni già esistenti di funzionare senza attendere aggiornamenti specifici.

Non tutte le app saranno subito ottimizzate, ma aziende come Adobe, Microsoft e diversi sviluppatori professionali stanno già lavorando per sfruttare le nuove API.

Per rendere più stabile lo schermo durante l’utilizzo touch, Apple ha inoltre riprogettato la cerniera, riducendo le oscillazioni del pannello quando viene toccato.

Arriva la Dynamic Island e torna il logo Apple illuminato

Il nuovo MacBook Pro cambia anche esteticamente, pur mantenendo un’impostazione riconoscibile.

La prima novità riguarda la parte superiore dello schermo, dove il notch viene sostituito da una Dynamic Island più compatta.

Come su iPhone, quest’area permette di visualizzare attività in tempo reale, controllare la riproduzione musicale, gestire le chiamate e interagire con notifiche e trasferimenti AirDrop senza interrompere quello che si sta facendo.

La Dynamic Island può inoltre ospitare Spotlight e le funzionalità di Siri AI, integrandosi con le novità di macOS Golden Gate.

C’è poi un particolare che farà piacere agli appassionati Apple di lunga data: il ritorno del logo della mela illuminato sul retro del display.

Una caratteristica storica dei MacBook, abbandonata progressivamente a partire dal 2015 e ora recuperata in una versione moderna, che aggiunge un elemento distintivo al nuovo design.

Design e autonomia

Apple ha approfittato del passaggio all’OLED per ridurre anche peso e spessore dei nuovi portatili.

Il MacBook Pro da 14 pollici pesa ora soltanto 1,38 kg, circa 227 grammi in meno rispetto al modello precedente, mentre la versione da 16 pollici scende a 1,82 kg, con una riduzione di oltre 300 grammi.

Anche lo spessore diminuisce leggermente e le cornici più sottili consentono di avere una superficie di visualizzazione maggiore.

Nonostante il nuovo design, Apple promette fino a 24 ore di autonomia, un risultato particolarmente interessante considerando la presenza di uno schermo OLED molto luminoso e di componenti progettati per l’utilizzo professionale.

È stata riprogettata anche la gestione termica, con un sistema che allontana l’aria calda dal display e permette ai processori di mantenere prestazioni elevate durante le attività più impegnative.

M5 Pro e M5 Max: perché Apple non ha utilizzato il nuovo M6?

Nonostante Apple abbia appena introdotto il chip M6 sul MacBook Pro da 14 pollici tradizionale, i nuovi modelli PROLED XDR utilizzano M5 Pro e M5 Max, già presentati lo scorso marzo.

Una scelta che potrebbe sembrare curiosa, ma che evidenzia una distinzione precisa all’interno della gamma.

M6 rappresenta la nuova generazione del processore destinato ai modelli standard, mentre M5 Pro e M5 Max rimangono soluzioni di fascia superiore, progettate per gestire carichi di lavoro professionali particolarmente impegnativi.

Il nuovo MacBook Pro può essere configurato con un massimo di 128GB di memoria unificata e addirittura 16TB di archiviazione SSD, capacità pensate per chi lavora con grandi librerie video, progetti tridimensionali complessi o modelli di intelligenza artificiale in locale.

Le prestazioni sono quindi già di altissimo livello, ma la vera ragione per scegliere questa generazione non è il salto di potenza rispetto ai MacBook Pro presentati pochi mesi fa.

Il cambiamento è soprattutto nel display, nel design e nell’esperienza touch, elementi che distinguono concretamente questi modelli dal resto della gamma.

Thunderbolt 5, Wi-Fi 7 e audio migliorato

I nuovi MacBook Pro includono tre porte Thunderbolt 5, una porta HDMI, uno slot SDXC, MagSafe e il jack per le cuffie, oltre alla connettività Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.

Il modello M5 Pro supporta fino a tre monitor esterni, mentre quello con M5 Max può gestirne fino a quattro, una caratteristica importante per chi lavora con postazioni multischermo.

La videocamera Center Stage da 12 megapixel rimane al suo posto, ma ora beneficia di un sistema di stabilizzazione progettato per ridurre le oscillazioni dell’immagine quando si tocca lo schermo durante una videochiamata.

Migliora anche l’audio, con sei altoparlanti riprogettati, bassi fino al 50% più profondi e una regolazione specifica per l’utilizzo del computer con il coperchio chiuso, magari collegato a un monitor esterno.

Restano infine Touch ID e la ricarica rapida, che permette di raggiungere il 50% della batteria in circa 30 minuti utilizzando un alimentatore compatibile.

Niente Face ID e niente connettività cellulare integrata, due funzionalità che molti utenti continuano ad aspettare sui portatili Apple.

I prezzi del nuovo MacBook Pro Touch in Italia

I nuovi MacBook P000ro con display PROLED XDR sono disponibili nelle colorazioni argento e nero siderale, con possibilità di scegliere tra display standard e nanotexture.

MacBook Pro 14″ con display PROLED XDR e chip M5 Pro è disponibile a partire da € 3.399 e da € 3.219 con i prezzi Education, mentre MacBook Pro 16″ con display PROLED XDR e chip M5 Pro è disponibile a partire da €3.999 e da € 3.759 con i prezzi Education.

I preordini sono aperti dal 28 ottobre, mentre le consegne inizieranno venerdì 6 novembre, data dalla quale i nuovi modelli saranno disponibili anche negli Apple Store e presso i rivenditori autorizzati.

Il primo MacBook touchscreen cambia davvero la filosofia Apple

Per anni Apple ha mantenuto una distinzione molto netta tra iPad e Mac, sostenendo che ogni dispositivo dovesse utilizzare il metodo di interazione più adatto alla propria natura.

La scelta di introdurre il touchscreen sul MacBook Pro rappresenta quindi un cambiamento importante, probabilmente più significativo del passaggio ai nuovi processori.

Non significa che il Mac diventerà un iPad con tastiera, né che le interazioni touch sostituiranno il trackpad. L’approccio scelto da Apple sembra piuttosto quello di offrire una possibilità aggiuntiva, lasciando all’utente la libertà di utilizzarla quando risulta davvero comoda.

Ed è una scelta sensata, perché in alcune situazioni toccare direttamente lo schermo può essere molto più immediato, soprattutto nella gestione delle fotografie, nelle applicazioni creative e durante determinate operazioni di montaggio video.

Il display tandem OLED rappresenta poi un miglioramento concreto per chi lavora con le immagini, mentre il peso ridotto rende finalmente più interessante anche la versione da 16 pollici per chi si sposta frequentemente.

Rimane naturalmente il prezzo, che colloca questi nuovi MacBook Pro in una fascia decisamente elevata.

Chi possiede già un modello con M4 Pro, M4 Max, M5 Pro o M5 Max difficilmente troverà nel processore una ragione sufficiente per cambiare computer, ma potrebbe essere interessato al nuovo schermo e alle possibilità offerte dal touch.

Per chi arriva invece da un MacBook Pro Intel o dalle prime generazioni Apple Silicon, l’aggiornamento può essere molto più significativo.

Il nuovo MacBook Pro non è semplicemente il vecchio modello con uno schermo migliore. È il primo vero tentativo di Apple di ripensare il rapporto tra l’utente e macOS, senza rinunciare all’identità di un computer professionale.

E sarà interessante capire se nei prossimi anni questa filosofia arriverà anche sui MacBook Air e sugli altri dispositivi della gamma, oppure se Apple continuerà a riservare il touchscreen ai suoi portatili più costosi.

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi