
Le prime recensioni del nuovo Mac mini con M6 e M5 Pro sono online e il giudizio è praticamente unanime: Apple ha realizzato un piccolo desktop estremamente potente, versatile e ancora difficile da battere nella sua categoria, ma quest’anno c’è un problema molto più evidente del solito.
Il prezzo
Negli Stati Uniti il modello base è passato da 599 a 899 dollari, mentre in Italia l’aumento è ancora più facile da percepire guardando i listini ufficiali Apple.
Il Mac mini M4 del 2024 partiva infatti da 729 euro, mentre il nuovo Mac mini M6 costa 1.079 euro. Sono 350 euro in più, pari a un incremento di circa il 48%. Anche il modello Pro passa dai 1.679 euro del Mac mini M4 Pro del 2024 ai 2.029 euro dell’attuale versione con M5 Pro.
M6 è un salto importante
Sul fronte delle prestazioni, invece, le recensioni sono decisamente positive.
M6 è il primo chip Apple realizzato con processo produttivo a 2 nanometri e integra una CPU 12-core, GPU 12-core, Neural Accelerator all’interno dei core grafici e un doppio Neural Engine 16-core. La banda della memoria arriva fino a 170 GB/s.
Apple dichiara, rispetto al Mac mini M4, una CPU fino al 40% più veloce, prestazioni grafiche fino a due volte superiori e carichi AI fino a quattro volte più rapidi.
Diverse recensioni confermano nei primi test che il salto non è soltanto teorico: il nuovo chip utilizza due nuovi “super core” insieme a performance ed efficiency core, mentre GPU e memoria ricevono un incremento significativo. Il tutto rimane racchiuso nello stesso minuscolo chassis da 12,7 centimetri per lato introdotto nel 2024.
Sempre più pensato anche per l’AI
È evidente che Apple stia riposizionando Mac mini anche come piccola macchina per eseguire modelli AI in locale e workflow agentici.
WIRED sottolinea come le prestazioni con modelli locali siano uno dei punti forti della nuova generazione, insieme a GPU e CPU, ma evidenzia anche una contraddizione: 16GB di memoria unificata nella configurazione base iniziano a essere pochi proprio per alcuni degli utilizzi AI più avanzati che Apple sta promuovendo.
E qui torna inevitabilmente il problema del prezzo.
Il modello da 1.079 euro continua infatti a partire da 16GB di memoria e 256GB di SSD. 9to5Mac fa notare che negli Stati Uniti passare a 512GB costa altri 200 dollari e sostiene che una capacità di archiviazione maggiore di serie avrebbe reso molto più facile giustificare l’aumento.
Anche Tom’s Guide arriva a una conclusione simile: M6 rende il computer sensibilmente più veloce e Apple ha aggiunto il nuovo chip N1 con Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread, oltre alla Ethernet 2,5 Gb di serie, ma il prezzo è cresciuto senza aumentare né RAM né SSD della configurazione iniziale.
Mac mini resta ottimo, ma non è più l’affare di una volta
Ed è probabilmente questa la sintesi migliore delle recensioni, visto che il nuovo Mac mini non è diventato improvvisamente un cattivo acquisto. Anzi, per chi cerca un desktop Apple compatto con prestazioni elevate, consumi ridotti e possibilità di gestire anche carichi creativi e AI, rimane uno dei Mac più interessanti della gamma.
Il problema è che il Mac mini M4 a 729 euro era quasi impossibile da criticare dal punto di vista del rapporto prezzo/prestazioni.
A 1.079 euro, invece, iniziano inevitabilmente a entrare in gioco altre considerazioni.
Il salto italiano di 350 euro pesa parecchio, soprattutto perché la configurazione base conserva 256GB di SSD e 16GB di memoria. E salendo con RAM e archiviazione, la distanza da altri Mac diventa rapidamente più sottile.
Apple propone anche Mac mini M5 Pro da 2.029 euro, destinato a chi ha bisogno di maggiori prestazioni multi-core, GPU e memoria per attività professionali.
Il nuovo M6, quindi, convince quasi tutti sul piano tecnico ma cambia profondamente il ruolo storico del Mac mini.