Apple abbiamo un problema: i Mac sono perfetti, macOS 26 meno

Il nuovo report card di Six Colors mostra un divario netto tra hardware Apple e qualità dei sistemi operativi.

I Mac come dispositivi hardware continuano a convincere quasi tutti, mentre il software divide sempre di più.

A riportarlo è il nuovo “Apple Report Card” di Jason Snell su Six Colors, un appuntamento ormai fisso nel mondo Apple. L’edizione 2025 raccoglie 56 risposte tra giornalisti, sviluppatori, editor e podcaster e misura il sentimenot generale su 14 categorie legate al mondo Apple. Il risultato più netto è proprio questo: affidabilità hardware a 4,5 su 5, qualità dei sistemi operativi a 2,7 su 5. Una forbice enorme.

Nel report di Six Colors, la categoria “Mac” scende a un B- (media 3,5), e il motivo non è l’hardware. Si legge infatti che il problema è stato macOS 26 Tahoe, descritto da molti partecipanti come una release problematica sul piano visivo e dell’usabilità, mentre i Mac con Apple Silicon continuano a essere visti come eccellenti per prestazioni ed efficienza.

È il classico paradosso Apple del 2026: macchine fortissime, software che non regge lo stesso livello di fiducia.

Nel report, diversi commenti sul lato hardware vanno tutti nella stessa direzione: autonomia ottima, ventole poco invasive, schermi eccellenti, esperienza complessiva molto solida.

La parte più dura delle critiche riguarda l’interfaccia di macOS 26 Tahoe e, più in generale, l’impatto del design Liquid Glass. Six Colors riporta che il gruppo ha giudicato in modo particolarmente severo proprio l’implementazione su Mac, parlando di regressioni di usabilità, glitch e una sensazione diffusa di software rifinito male. Nel report emerge anche una richiesta molto chiara: meno nuove funzioni e più focus su stabilità e rifinitura nel prossimo ciclo.

La cosa interessante è che la critica non arriva da una sola testata. Anche Daring Fireball ha rilanciato il report di Snell evidenziando quanto fossero severe le valutazioni di John Siracusa e John Gruber su macOS 26 Tahoe.

In generale, emerge che la bocciatura non è del Mac come piattaforma, ma del modo in cui Apple ha gestito questa fase software.

Anche voci meno estreme, come Federico Viticci su MacStories, confermano il quadro: hardware Mac promosso senza esitazioni, ecosistema software Mac ancora fortissimo (anche grazie agli strumenti AI che spesso arrivano prima su macOS), ma rollout di Tahoe e Liquid Glass giudicato tutt’altro che impeccabile. Viticci, infatti, parla apertamente di una transizione non fluida su macOS, pur con una valutazione più equilibrata rispetto ad altri.

In parallelo, viene sottolineato che nel report 2025 i punteggi sono scesi in 11 categorie su 14, e che proprio il Mac è stato trascinato giù dal dibattito su Tahoe nonostante l’hardware resti tra i punti forti di Apple.

Il punto più importante non è se Tahoe piaccia o no esteticamente. Il punto è la fiducia. Quando la community più competente inizia a parlare di regressioni, incoerenze e rifinitura insufficiente, il tema smette di essere gusto personale e diventa qualità del prodotto.

Apple resta solidissima sul Mac, e proprio per questo il tema macOS pesa ancora di più. Perché oggi l’asticella dell’hardware è altissima, e il software deve tornare a stare allo stesso livello. Cosa ne pensate?

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