Ecco cosa può accadere in un Apple Store!

Gizmodo ha raccolto la testimonianza di alcuni ex dipendenti di un Apple Store degli Stati Uniti, i quali hanno raccontato cose davvero sorprendenti!

La testimonianza di Ronald è stata confermata anche da altri dipendenti che lavorano o hanno lavorato nell’Apple Store incriminato. Ma, come dice Gizmodo, Ronald è il più terrorizzato, perchè ha paura delle conseguenze legali che potrebbe subire se Apple venisse a scoprire quello che lui e i suoi colleghi hanno combinato nel retro dell’Apple Store.

Secondo queste testimonianze, parte della colpa sarebbe del dirigente di questo Apple Store, il quale gestiva il negozio come se fosse il suo parco giochi personale. E i dipendenti non erano certo migliori: “Statisticamente parlando è più difficile ottenere un lavoro presso l’Apple Store che entrare in alcune scuole della Ivy League, eppure il team con cui lavoravo era composto dalle persone più inetti che abbia mai conosciuto”.  I più esperti venivano “promossi” al Genius Bar, ma quasi ogni giorno la storia si ripeteva: gran parte dei dipendenti bevevano sul lavoro e non avevano alcun rispetto per i clienti, tanto da aver fatto alcune cose penalmente rilevanti.

Il motivo di gran parte di queste bravate – si giustificano Ronald e Jake (un altro dipendente che ha confessato…) – sono state fatte proprio per vendicarsi con il loro capo, considerato un tiranno insopportabile. Ma chi non ha un capo “stronzo”? Questo, però, non giustifica comportamenti che minano l’azienda e, soprattutto, danneggiano gli ignari utenti. Ma c’è di più: questo dirigente Apple avrebbe dato una serie di cattivi esempi, come quando ha venduto ad un chirurgo una serie di Mac a prezzi fortemente scontati, ricevendo in cambio un’operazione di lifting gratuita. Altri fatti gravi imputati a questo dirigente? Prestava ad amici dei Mac anche per più di un mese, senza chiedere nulla in cambio e rivendendoli poi come nuovi una volta restituiti, faceva sconti ad altre persone per ricevere in cambio dei favori, falsificava alcune procedura di riparazione per ottenere nuovi dispositivi dalla casa madre e tagliava gli straordinari ai dipendenti, intascandosi parte dei soldi.

Ma Ronald e Jack non erano certo dei “santi”: anche loro, insieme ad altri dipendenti dell’Apple Store, hanno falsificato carte, hanno rubato iPhone e hanno ottenuto soldi per riparazioni che, invece, dovevano essere in garanzia. Il tutto sfruttando l’ignoranza in materia di utenti poco esperti del settore.

Uno dei loro giochi preferiti si svolgeva alle feste con gli altri dipendenti Apple: il gioco consisteva nel distruggere il maggior numero di iPhone in loro possesso (molti dei quali non acquistati), per scoprire quanti ne potevano “rubare” ad Apple senza che l’azienda se ne accorgesse. E hanno anche scambiato degli iPhone con bevande ed alcolici.

Ma anche a lavoro le cose non erano diverse: molti arrivavano ubriachi e l’intera squadra di Genius molte volte beveva anche durante le ore di lavoro. E spesso capitava di rompere un Mac e di incolpare direttamente Apple per aver realizzato un computer scadente.

Per rubare gli iPhone (ma anche iPod, iPad e Mac), invece, utilizzavano uno stratagemma che ha funzionato per molto tempo, il quale prevedeva la falsificazione delle liste di inventario e vendite fasulle a clienti inesistenti. Fortunatamente il manager si accorse della truffa e fece pagare loro ben 20.000$ di danni per evitare accuse penali.

Un altro dipendente è stato beccato mentre rubava denaro dalla casa durante il conteggio serale. Il gioco è andato bene per diverse settimane, per poi essere subito licenziato una volta scoperto.

Ancora, un Genius aveva inventato uno stratagemma per aiutare gli amici: creava un inventario di assistenza con clienti falsi, i suoi amici arrivavano poi in negozio e ricevevano in sostituzione un nuovo iPhone (ad esempio un 4S al posto del 4). Il nuovo prodotto veniva dato al cliente fittizio sulla carta (e in realtà veniva preso dall’amico del Genius), mentre il Genius metteva il prodotto difettoso come disponibile nell’inventario.

E se qualche cliente faceva domande stupide o era particolarmente antipatico agli occhi dei Genius, la vendetta era servita: tra le cose più usuali, vi era quella di gettare del whisky all’interno dei Mac lasciati lì in assistenza. Jack ha lamentato anche alcuni problemi di convivenza con alcuni colleghi, dopo che questi hanno saputo del fatto che lui fosse gay.

Ora nè Ronald nè Jack lavorano più prezzo l’Apple Store e la maggior parte dei loro colleghi sono stati licenziati e allontanati.

Questo avviene in un Apple Store degli Stati Uniti. La speranza è che tali fatti siano circoscritti a pochi negozi e che Apple possa fare di tutto per aumentare i controlli.

 

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