
Apple ha rilasciato la Release Candidate di iOS 26.3 e nel codice sono comparsi due riferimenti importanti: T6051 e T6052, associati alle piattaforme H17C e H17D. La scoperta è stata condivisa da Nicolás Alvarez e rilanciata da più testate del mondo Apple.
H17 rimanda alla famiglia M5, con suffissi che storicamente distinguono le varianti: C per Max, D per Ultra, G per il modello base e S per il Pro. Tradotto: i riferimenti trovati sembrano indicare M5 Max e M5 Ultra, ma non M5 Pro.
Il dettaglio che pesa è proprio questo. Se Apple stesse seguendo lo schema già visto in passato, l’M5 Pro dovrebbe comparire come T6050/H17S, ma al momento non c’è traccia. Non è una conferma ufficiale di piani cambiati, però è abbastanza per aprire diversi scenari credibili.
Un punto chiave è che la generazione M5 non è “futura” in senso assoluto. Apple ha già portato M5 su iPad Pro, MacBook Pro 14 pollici e Vision Pro nell’aggiornamento di ottobre 2025. Quindi non stiamo parlando di una roadmap teorica, ma di una famiglia già attiva che ora potrebbe allargarsi sulle fasce più alte.
Allo stesso tempo, la linea desktop pro oggi è ancora ancorata a un mix diverso: Mac Studio è stato presentato con M4 Max e M3 Ultra. Questo rende logica l’idea che un eventuale M5 Ultra possa arrivare più avanti, magari insieme a un refresh mirato della gamma studio.
Se nel codice compaiono Max e Ultra ma non Pro, le ipotesi realistiche sono tre. La prima: il riferimento all’M5 Pro non è ancora entrato in questa build specifica. La seconda: Apple potrebbe aver ritoccato la nomenclatura interna, quindi il “vuoto” è solo apparente. La terza, la più interessante: Apple sta preparando un rollout non lineare dei chip professionali, con priorità diverse rispetto agli anni precedenti.
Nessuna di queste letture, da sola, basta per chiudere il caso. Però il segnale è forte: qualcosa si muove sulla fascia alta dei Mac, e i tempi sembrano stretti.