Jeff Bezos di Amazon è il nuovo Steve Jobs?

Nel 1999 la prestigiosa rivista Time lo nomina, con tutti gli onori del caso, come uomo dell’anno. Poi la crisi. Il boom di Internet e il business classico crolla per tutti. Qualcuno riesce a intuirlo subito, qualcun altro non se ne è ancora accorto oggi e sta precipitando in caduta libera. Jeff Bezos, così come accaduto per Steve Jobs, riesce invece a invertire la marcia della sua azienda e ad uscire dal binario morto, riportando Amazon al successo.

Non è facile per nessuno uscire dal business consolidato dopo anni di successi e, soprattutto, quando quel consolidamento rende milioni di dollari facili da anni senza dover far nulla. E così mentre il mondo cambiava di colpo col nuovo millennio, molte aziende proseguivano incuranti di quel cambiamento. Potremmo fare molti esempi, specie di casa nostra, ma fra tutti sono emblematici quelli di Amazon, RIM (BlackBerry) e Blockbuster. Tre aziende leader nel loro settore, vincenti negli anni ’90 e in crisi fallimentare pochi anni dopo. Con una differenza sostanziale, però: Jeff Bezos.

E mentre la crisi si porta via il successo e il mercato, il fondatore di Amazon intuisce il cambiamento e, a un passo dal fallimento, inverte la marcia e si inventa la soluzione: rinnovare tutto da zero. Una lunga salita che ha fatto meritare ad Amazon, insieme a Google, Apple e Facebook, la corona di aziende leader capaci di rinnovamento, quello vero.

Non è certo un caso se alla guida di queste 4 grandi aziende si trovano persone speciali, praticamente tutte simili fra loro. Il 2012 rappresenta per Apple un  anno fondamentale, perché dovrà mostrare al mondo se è capace di mantenere il passo e la capacità di rinnovamento ora che il suo guru-capitano è scomparso da pochi mesi.

Amazon viene vista oggi come una vera scommessa, sulla quale puntare tranquillamente per il futuro. La nuova linea di tablet, la raccolta di contenuti offerti, gli investimenti in tecnologie nuove come il cloud e i servizi di pagamento. Idee e prodotti al passo dei tempi e dei bisogni. Amazon Web Services è uno dei migliori servizi sul web, l’infrastruttura di siti come Netflix e Reddit sono realizzate dal supporto di Amazon, quale offerta migliore tra le piattaforme business. Non male per una ex magazzino di libri da vendere on line !

Steve Yegge, sviluppatore di Google, ha osservato come Amazon abbia perfettamente intuito l’importanza di affiancare una piattaforma ai prodotti offerti, piattaforma senza la quale oggi il business digitale pare essere impossibile, soprattuto per resistere alla pesantissima offensiva della concorrenza. E riuscire a inventarsi tutto da zero e in pochi anni, danno pienamente l’idea delle capacità lungimiranti di personaggi come Jeff Bezos.

I lettori Kindle (ormai definiti come gli iPod dei libri) sono stati progettati per offrire un prodotto senza concorrenti, piazzandoli sul mercato al prezzo di produzione, rinunciando così al primo guadagno, perché questo deve arrivare successivamente con l’acquisto dei prodotti multimediali. Offrire un abbonamento annuo ai servizi di Amazon a soli 79$, ha permesso all’azienda americana di abbordare milioni di utenti che spendono, nei due anni successivi, dai 400 ai 900$ dollari di media ! Un andamento dei conti che permette agli analisti di prevedere un fatturato di 100 miliardi di dollari nel 2015, ad appena 21 anni dalla sua fondazione e a soli 10 anni dal rischio di fallimento. Davvero non male.

E così nel 2006 quando Bezos inaugurava i servizi sul Web di Amazon, ha dovuto affrontare i titoli monotematici degli scettici di turno che definivano la scelta come “scommessa rischiosa di Amazon”. Chissà cosa stanno dicendo oggi quelle stesse persone.

Non è quindi un caso se un’altra azienda leader come Google, abbia provato l’introduzione di Google+, il salto nei tablet e negli smartphone, fino ai netbook senza disco fisso. Facebook continua a portare cambiamenti e servizi strutturali, perché rimanere fermi è troppo pericoloso. La parola d’ordine di tutti è “continuare a rinnovarsi”.

Apple prosegue per la strada e i progetti firmati ancora da Steve Jobs, ma dovrà dimostrare di essere capace di rimanere quell’azienda straordinaria che solo persone speciali sanno costruire. Il rischio è quello di ritornare ad essere un’azienda normale come tante altre, cosi come era Apple negli anni ’90, oppure la Microsoft odierna o, peggio ancora, la canadese RIM.

La storia di Amazon assomiglia molto a quella di Apple e, quindi, il paragone fra i due CEO storici è immediato.

 

 

Fonte: NYT, Wikipedia

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