Epic VS Apple, secondo il giudice Apple “altera la realtà” per difendere App Store

Apple avrebbe criticato la sicurezza di macOS per difendere App Store

Nel corso del processo Epic Games/Apple si è parlato di sicurezza dei sistemi operativi Apple. Craig Federighi, in un suo intervento in aula, ha definito App Store una misura necessaria per mantenere integra la sicurezza del sistema operativo.

Apple epic

Il giudice Yvonne Gonzalez Rogers non concorda con questa tesi di Apple, sostenendo nella propria sentenza una ben precisa alterazione della realtà da parte di Cupertino per avvalorare le proprie argomentazioni. 

Secondo Federighi non è possibile proteggere gli utenti iPhone senza il proprio processo di revisione delle applicazioni. Lo stesso dirigente ha infatti definito non soddisfacente la sicurezza di macOS, da sempre più aperto rispetto ad iOS. Il giudice non è tuttavia d’accordo con Federighi, rimarcandolo alla pagina 114 della sentenza:

Sebbene le opinioni di Federighi sui malware per Mac possano sembrare plausibili, sembrano emerse per la prima volta solo durante il processo e questo suggerisce una distorsione della verità per sostenere le proprie argomentazioni. Durante la deposizione, Federighi non ha citato nessun dato inerente il numero di malware sulle app autorizzate per macOS rispetto alle app iOS. Apple ha solo strumenti di raccolta dati per Mac, ma non per iOS. Questo aspetto solleva molti dubbi. Prima di questa causa, Apple ha sempre dipinto il Mac come ambiente sicuro e protetto da malware. Pertanto la corte attribuisce poco peso alla testimonianza di Federighi su questo argomento.

Dopo una discussione in merito al processo di revisione delle applicazioni, il giudice ha concluso che Apple potrebbe implementare un sistema simile a quello del Mac senza rinunciare a gran parte della sicurezza di cui già gode iOS. Come recita un passaggio della sentenza:

La corte è convinta che la revisione delle app possa essere relativamente indipendente dalla distribuzione delle app. Come ha confermato Federighi durante il processo, una volta che l’app è stata esaminata Apple può rispedirla allo sviluppatore per distribuirla direttamente o in un altro negozio. Pertanto, anche se la distribuzione più libera delle app probabilmente riduce la sicurezza, è possibile ottenere facilmente modelli alternativi per raggiungere gli stessi fini.

Resta ben intenso che le argomentazioni del giudice non aprono le porte a store alternativi o side-loading. Resta tuttavia una forte critica alla gestione di App Store da parte di Apple. Voi cosa ne pensate? Quale sarà il destino di App Store?

 

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