
Dalle prime recensioni pubblicate dalla stampa internazionale, emerge un dettaglio piuttosto curioso sul nuovo MacBook Pro OLED: il touchscreen è probabilmente la caratteristica meno importante dei nuovi MacBook Pro con display PROLED XDR.
I modelli da 14 e 16 pollici stanno raccogliendo giudizi molto positivi soprattutto per il nuovo pannello OLED, il design più sottile e leggero e una serie di miglioramenti che rendono questi portatili tra i più interessanti mai realizzati da Apple.
Sul touchscreen, invece, il giudizio è decisamente più sfumato. Funziona bene, offre qualche comodità in più, ma non cambia davvero il modo di utilizzare macOS.
Il nuovo display OLED è la vera novità dei MacBook Pro
Su un aspetto le recensioni sembrano praticamente tutte concordi: il display PROLED XDR rappresenta un miglioramento notevole rispetto ai precedenti pannelli mini-LED.
Apple utilizza una tecnologia tandem OLED, con due strati emissivi che permettono di raggiungere una luminosità particolarmente elevata senza rinunciare ai vantaggi tipici degli OLED, come neri assoluti, contrasto superiore e una maggiore uniformità dell’immagine.
Il nuovo schermo raggiunge fino a 2.000 nit di luminosità di picco per i contenuti HDR, offre un contrasto dichiarato di 10.000.000:1 e supporta una frequenza di aggiornamento variabile fino a 120 Hz.
David Pierce di The Verge considera il display uno dei motivi principali per scegliere il nuovo MacBook Pro, mentre Chris Welch di Bloomberg sottolinea la qualità dei colori e l’assenza dei problemi di uniformità che talvolta caratterizzano altri schermi OLED.
Anche Chance Miller di 9to5Mac evidenzia un miglioramento importante nella gestione dei riflessi, grazie a un nuovo trattamento antiriflesso che rende il display più leggibile anche in ambienti molto luminosi.
Per fotografi, videomaker e professionisti che lavorano quotidianamente con immagini e contenuti HDR, questo potrebbe rappresentare un motivo molto più convincente per aggiornare il proprio Mac rispetto alla semplice presenza del touchscreen.
Il touchscreen funziona bene, ma cambia poco nell’utilizzo quotidiano
La grande curiosità riguardava naturalmente l’interazione diretta con macOS, soprattutto considerando che Apple aveva sempre difeso l’utilizzo di tastiera e trackpad come soluzione ideale per i computer portatili.
Le prime prove confermano che il touchscreen è stato integrato con attenzione, senza stravolgere l’interfaccia del sistema operativo.
È possibile scorrere le pagine web, ingrandire fotografie con due dita, interagire con le finestre e utilizzare alcune gesture già familiari agli utenti iPhone e iPad. macOS adatta inoltre determinati elementi dell’interfaccia quando rileva il tocco, aumentando ad esempio lo spazio tra le opzioni dei menu.
Il problema è che, nella maggior parte delle situazioni, il trackpad continua a essere più comodo.
David Pierce di The Verge racconta che il touchscreen torna utile soprattutto durante la modifica delle fotografie, la riproduzione dei video e quando si mostra qualcosa a un’altra persona. Luke Larsen di WIRED, invece, ammette di dimenticarsi frequentemente della sua presenza durante il lavoro.
Più interessante l’esperienza descritta da Gizmodo, secondo cui il touchscreen migliora sensibilmente l’utilizzo di iPhone Mirroring, permettendo di interagire con lo schermo dell’iPhone replicato sul Mac attraverso gesture naturali.
Restano però alcuni limiti importanti: non compare una tastiera virtuale quando si seleziona un campo di testo e Apple Pencil non è supportata. Il nuovo MacBook Pro, quindi, non diventa un iPad con macOS, ma rimane un computer tradizionale che offre il tocco come metodo di interazione aggiuntivo.
Una scelta che, almeno per il momento, sembra convincere buona parte dei recensori.
Dynamic Island, design più leggero e ritorno del logo Apple illuminato
Oltre al display, i nuovi MacBook Pro introducono diverse modifiche al design.
La cornice intorno allo schermo è stata ridotta e il vecchio notch lascia spazio alla Dynamic Island, che assume un ruolo simile a quello già visto su iPhone.
Secondo Jason Snell di Six Colors, la nuova area interattiva permette di visualizzare informazioni e controlli relativi alla riproduzione musicale, alle attività in tempo reale, a Spotlight e a Siri AI, trasformando quello che prima era soltanto uno spazio occupato dalla fotocamera in un elemento utile dell’interfaccia.
Apple ha inoltre riprogettato la cerniera per garantire maggiore stabilità durante l’utilizzo del touchscreen, riducendo contemporaneamente spessore e peso.
Chance Miller di 9to5Mac racconta di essere rimasto particolarmente colpito dal modello da 16 pollici, sensibilmente più comodo da trasportare rispetto alla generazione precedente, tanto da rivalutare la preferenza per il più compatto 14 pollici.
C’è poi un ritorno destinato a far piacere agli appassionati Apple di lunga data: il logo illuminato sul retro del display.
La mela torna ad accendersi quando il MacBook viene aperto, con una luminosità che si adatta sia a quella dello schermo sia alle condizioni ambientali. Un dettaglio puramente estetico, ma che richiama uno degli elementi più riconoscibili dei vecchi portatili Apple.
Audio migliorato, ma non tutti sono convinti
Apple ha aggiornato anche il sistema audio a sei altoparlanti, promettendo bassi più profondi del 50% rispetto alla generazione precedente.
Chris Welch di Bloomberg, ad esempio, ha trovato il nuovo audio eccessivamente ricco di basse frequenze durante l’ascolto di musica e podcast, con un equilibrio sonoro meno naturale rispetto ai precedenti MacBook Pro.
Tra le altre novità troviamo un sistema di raffreddamento riprogettato e la possibilità di configurare i portatili con un massimo di 16 TB di archiviazione.
Sul fronte delle prestazioni, invece, non ci sono rivoluzioni: i nuovi modelli utilizzano gli stessi chip M5 Pro e M5 Max già disponibili sui MacBook Pro con display mini-LED, quindi non bisogna aspettarsi differenze significative nella potenza di calcolo.
Vale la pena acquistare il nuovo MacBook Pro OLED?
Le prime recensioni restituiscono un giudizio piuttosto chiaro: Apple ha realizzato uno dei suoi migliori portatili, ma il motivo principale per acquistarlo non è necessariamente quello più pubblicizzato.
Il touchscreen rappresenta un’aggiunta piacevole e in alcune situazioni può risultare davvero utile, ma difficilmente giustifica da solo il passaggio da un MacBook Pro recente.
Il discorso cambia considerando il display OLED, la riduzione del peso e il nuovo design, miglioramenti che incidono direttamente sull’esperienza quotidiana e che potrebbero convincere soprattutto chi utilizza ancora un modello di qualche generazione fa.
La sensazione, leggendo le prime prove, è che Apple abbia introdotto il touchscreen nel modo più sensato possibile: senza trasformarlo in una funzione obbligatoria e senza sacrificare ciò che rende macOS particolarmente efficace sui computer.