
Apple avrebbe lavorato a due chip “Extreme” pensati per dare un senso al Mac Pro nell’era Apple Silicon, ma quei progetti non sono mai arrivati sul mercato. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple avrebbe sviluppato sia M2 Extreme sia M3 Extreme, due processori progettati per posizionarsi sopra gli attuali chip Ultra e destinati al Mac più potente della gamma.
L’idea era semplice sulla carta: offrire il doppio dei core CPU e GPU rispetto a un chip Ultra. In pratica, un vero mostro di potenza per giustificare l’esistenza del Mac Pro in una fase in cui il Mac Studio aveva già occupato gran parte dello spazio professionale desktop.
Il primo progetto emerso pubblicamente era quello di M2 Extreme. Già nel 2022, Gurman aveva indicato che Apple stava valutando un Mac Pro con un chip superiore a M2 Ultra, potenzialmente con fino a 48 core CPU e 152 core GPU. Il problema era evidente: costi di produzione altissimi, complessità industriale e un mercato troppo piccolo per giustificare una macchina così estrema. (9to5mac.com)
Secondo il nuovo report, Apple avrebbe poi lavorato anche a un M3 Extreme, prima di abbandonare anche quel progetto. Il motivo sarebbe stato lo stesso: il Mac Pro era ormai diventato un prodotto troppo di nicchia, difficile da differenziare davvero rispetto al Mac Studio e troppo costoso da sviluppare nella fascia più estrema. (macrumors.com)
Apple aveva valutato anche un nuovo Mac Pro Intel
Il dettaglio più curioso riguarda un altro prototipo mai arrivato sul mercato. Apple avrebbe sviluppato due modelli interni, identificati come J170 e J190. Il primo sarebbe stato addirittura un nuovo Mac Pro Intel, pensato per coprire alcuni casi d’uso specifici anche mentre l’azienda stava già spingendo con Apple Silicon. Il secondo, invece, sarebbe stato un Mac Pro con M3 Ultra, previsto in origine accanto al Mac Studio con lo stesso chip.
Sembra quasi un controsenso, ma in realtà racconta bene la difficoltà di Apple nel chiudere davvero la storia del Mac Pro. Da un lato, Apple Silicon offriva prestazioni ed efficienza superiori. Dall’altro, il vecchio Mac Pro Intel aveva ancora un punto forte: la vera espandibilità, soprattutto per utenti con schede PCIe, storage particolari, configurazioni video, audio o scientifiche molto specifiche.
Alla fine, però, nessuna di queste strade è stata scelta. Apple ha aggiornato il Mac Pro nel 2023 con M2 Ultra, mantenendo il design del modello 2019, ma senza offrire CPU, GPU o memoria aggiornabili come ai tempi Intel. Il risultato è stato un prodotto potente, ma molto difficile da consigliare rispetto al Mac Studio. (9to5mac.com)
Il Mac Pro è stato cancellato, il futuro è Mac Studio
A marzo 2026, Apple ha deciso di eliminare dalla gamma il Mac Pro e di non avere piani per nuovo hardware di questo tipo. La pagina di acquisto è stata rimossa dal sito e la gamma desktop professionale è stata di fatto affidata al Mac Studio.
La scelta era nell’aria. Il Mac Pro Apple Silicon partiva da un prezzo molto alto, ma condivideva il cuore tecnico con il Mac Studio. Il vantaggio principale restava il telaio più grande con slot PCIe, utile solo a una fascia molto ristretta di professionisti. Per tutti gli altri, Mac Studio offriva un equilibrio molto più convincente tra potenza, prezzo e dimensioni.
Secondo Gurman, Apple non dovrebbe riportare in vita il Mac Pro a breve, se mai lo farà. Il prossimo passo per i desktop professionali dovrebbe essere invece un Mac Studio con M5 Ultra, atteso già in autunno, seguito più avanti da nuove generazioni Ultra ancora più spinte.
Perché Apple ha rinunciato ai chip Extreme
La cancellazione dei chip Extreme racconta un limite pratico dell’approccio Apple Silicon. L’architettura a memoria unificata è potentissima ed efficiente, ma è anche molto integrata. Questo rende più difficile costruire un Mac Pro modulare nel senso tradizionale, con RAM, GPU e componenti principali aggiornabili nel tempo.
Un chip Extreme avrebbe potuto dare al Mac Pro una potenza unica, ma probabilmente a un prezzo fuori scala. E se il pubblico potenziale è troppo piccolo, anche Apple può decidere che il prodotto non vale l’investimento industriale.
Non è un problema di capacità tecnica. È un problema di mercato. Apple poteva progettare un chip sopra Ultra, ma avrebbe dovuto venderlo a un numero sufficiente di utenti professionali disposti a pagare cifre molto alte per una macchina meno espandibile rispetto ai vecchi Mac Pro Intel.
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